Terra!Terra! Rodrigo de Triana, Cristoforo Colombo e la promessa tradita

*Lunedì 12 ottobre 2026*✍🏻

*ACCADDE OGGI…*
*…il 12 ottobre 1492*

Alle 2 di notte del *12 ottobre 1492*, una lingua di terra illuminata dalla luna si profila all’orizzonte. Sulla coffa di una piccola imbarcazione, un uomo sgrana gli occhi e si mette ad urlare “terra! terra!”.
L’uomo è *Rodrigo de Triana*, la nave è la “Pinta”, e la terra avvistata è un’isoletta che verrà battezzata San Salvador, ovvero il primo lembo di terra del Nuovo Continente raggiunto per la prima volta “ufficialmente” da Cristoforo Colombo con la sua piccola flotta di navi.

Rodrigo de Triana, imbarcato sulle navi di Colombo all’età di 23 anni, fu l’uomo che per primo avvistò le Americhe.
Si legge che, essendo di religione islamica, per poter partecipare alla missione a bordo della Pinta, dovette convertirsi al Cristianesimo.

CURIOSITÀ
Rodrigo non ricevette mai la ricompensa promessa da Colombo a chi avesse avvistato per primo terra ossia una rendita di 10.000 maravedis annui: Colombo si disse infatti convinto di aver lui intravisto in lontananza, la sera prima, una luce _«como una candelilla que se levava y se adelantaba»._

Nel quartiere chiamato *Triana, a SIVIGLIA*, si trova un monumento eretto in suo onore e nella sua città natale, *LEPE, in Andalusia,* Rodrigo de Triana è rappresentato nella parte inferiore dello stemma della città, immortalato nel momento della scoperta (figura).
(_Bitta tunc primum scripsit XII X MMXXII_)

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La Queen Mary e il suo ultimo viaggio

*Domenica 11 ottobre 2026*✍🏻

*ACCADDE OGGI*
*…l’ 11 ottobre 1967*

*L’ULTIMO VIAGGIO DELLA QUEEN MARY*

L’ *11 ottobre 1967* l’ *RMS Queen Mary* parte da Southampton (UK) per l’ultimo viaggio.
Per le sue dimensioni, non potendo transitare nel Canale di Panama, doppierà Capo Horn e giungerà a Long Beach (California – USA), dopo quasi 2 mesi, il 9 Dicembre.

L’ _RMS Queen Mary_ è stato un transatlantico che, fino a quell’anno, prestò servizio per la Cunard Line sulla rotta Southampton-New York, dopo aver conquistato due volte il _Nastro Azzurro_, nel 1936 con una velocità di 30,14 nodi e nel 1938 con 30,99 nodi.
Durante la seconda guerra mondiale era stata convertita in nave trasporto truppe: fu pitturata di grigio guadagnandosi il soprannome di “Grey Ghost” (Fantasma Grigio).
Trasportò oltre 800 mila soldati. Nel dicembre 1942, durante un viaggio dall’America all’Inghilterra, trasportò *16082* soldati americani: fu il record di tutti i tempi come numero di persone imbarcate su una sola nave.
Dal 1967 la Queen Mary si trova ancora a Long Beach, ora trasformata in un museo, un ristorante e un hotel galleggiante.

CURIOSITÀ:
I visitatori che ancora salgono a bordo della nave non sono attratti solo dalla sua storia ma anche dai racconti dei suoi fantasmi. Alle circa 50 morti verificatesi a bordo nel corso della vita della nave (molte estranee alle vicende belliche) vengono associati alcuni fenomeni paranormali osservati di frequente a bordo come lamenti spettrali, porte che sbattono, improvvisi cambiamenti di temperatura. 👻

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“Ti con nu, nu con ti”. Il motto della Nave San Marco della Marina Militare Italiana

*Sabato 10 ottobre 2026*✍🏻

*ACCADDE OGGI…*
*…il 10 ottobre 1987*

Il *10 ottobre 1987*, nei cantieri navali di Riva Trigoso, viene varata *Nave SAN MARCO* (L 9893), la seconda unità della classe SAN GIORGIO.

L’Unità fu progettata per svolgere attività di trasporto di personale, mezzi materiali sia in porti attrezzati sia in zone sprovviste di approdi o con strutture portuali limitate/disastrate oppure in litorali isolati per le operazioni di sbarco.
E’ definita una LPD (_Landing Platform Dock_), cioè una unità da trasporto anfibio dotata di bacino allagabile, designata per sbarcare truppe anfibie.
L’unità può essere adattata per missioni di assistenza sanitaria (medica e logistica), trasporto di veicoli speciali (cucine, ospedali da campo, generatori di corrente, containers, ecc.) ed evacuazione della popolazione civile via mare e via elicotteri.

CURIOSITÀ
Il motto della nave è *_Ti con nu, nu con ti_*, che è una famosa locuzione in lingua veneta che significa “tu con noi, noi con te”.

L’espressione indica un patto di fedeltà, unione e amore incondizionato che venne pronunciato per la prima volta il 23 agosto 1797 dal capitano Giuseppe Viscovich, capo della comunità di Perasto (cittadina delle Bocche di Cattaro, in Dalmazia), durante l’ammaina solenne del gonfalone di San Marco in seguito alla caduta della Repubblica di Venezia per mano di Napoleone.
Mentre deponeva e seppelliva il vessillo di Venezia sotto l’altare, affinchè non cadesse in mano agli Austriaci, la popolazione giurò che non avrebbe mai abbandonato, nello spirito, la Serenissima, suggellando quel legame indissolubile con la formula: _”Ti con nu, nu con ti”_.

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La cometa Giacobini-Zinner

*Venerdì 9 ottobre 2026*✍🏻

*ACCADDE OGGI*
*…il 9 ottobre 1933*

Il *9 ottobre 1933*, in gran parte dell’Europa, viene osservata una delle più intense tempeste meteoriche del XX secolo.
La straordinaria pioggia di “stelle cadenti” raggiunse dei picchi stimati in migliaia di meteore visibili a occhio nudo.
Solo successivamente fu attribuita al passaggio della cometa periodica _Giacobini-Zinner_, così chiamata perchè individuata nel 1900 dall’astronomo francese *Michel Giacobini* dall’Osservatorio di Nizza e riscoperta nel 1913 dal tedesco *Ernst Zinner*.
Ha un nucleo del diametro di circa 2 chilometri ed è il corpo progenitore dello sciame meteorico delle *Draconidi*, visibile solitamente nei primi giorni di ottobre.
Il nome deriva dal suo radiante (ovvero il punto dal quale sembrano provenire tutte le scie) collocato nella testa della costellazione del Drago.

CURIOSITÀ
L’ultimo passaggio al perielio (il punto di minima distanza dal Sole) della cometa Giacobini-Zinner è avvenuto il 25 marzo 2025, mentre il prossimo è previsto per il 30 agosto 2031.

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La Battaglia di Lepanto

*Mercoledì 7 ottobre 2026*✍🏻

*ACCADDE OGGI…*
*…il 7 ottobre 1571 *

Il *7 ottobre 1571* nel Golfo di Patrasso, vicino alla città greca di Lepanto (l’odierna Nafpaktos), fu combattuta la *BATTAGLIA DI LEPANTO*.
Fu uno scontro navale tra la flotta della Lega Santa (forze cattoliche europee) e quella dell’Impero Ottomano.

La *Lega Santa*, un’alleanza voluta da papa Pio V, riuniva la Repubblica di Venezia, l’Impero Spagnolo, lo Stato Pontificio, la Repubblica di Genova, i Cavalieri di Malta e altri Stati italiani. Era comandata da Don Giovanni d’Austria.
La *flotta dell’Impero Ottomano* era guidata da Alì Pascià (Mehmet Alì Pascià).

La coalizione cristiana contava oltre 200 navi (principalmente galee e galeazze) e circa 85.000-88.000 uomini. La flotta turca aveva una forza numerica simile o leggermente superiore di navi e uomini.

La battaglia durò solamente sette ore (dal mezzodì al tramonto!) ma i combattimenti furono molto violenti, soprattutto negli scontri corpo a corpo tra i fanti imbarcati.
La flotta della Lega Santa prevalse grazie a una superiorità nei cannoni e all’uso innovativo delle *galeazze veneziane*, grandi navi armate di potenti pezzi d’artiglieria.

Le perdite ottomane furono gravissime (si stimano tra i 20.000 e i 40.000 morti e la perdita di circa 200 imbarcazioni), mentre le forze cristiane persero dai 7.500-10.000 uomini e 15 navi.

E fu così che …_«Lepanto fu la più grande battaglia navale della storia: non è più successo che tanti uomini morissero dandosi battaglia in mare»_. (Alessandro Barbero).

La vittoria cristiana di Lepanto fu decisiva per l’intera comunità mediterranea dell’Europa. Se la fine ufficiale dell’impero Ottomano è databile al 1918, l’inizio della regressione dell’espansionismo islamico parte proprio da quel 7 ottobre.
In conclusione, Lepanto rappresentò lo scontro decisivo tra due culture incapaci di convivere pacificamente, ma soprattutto una delle poche occasioni storiche in cui, buona parte della comunità europea occidentale si riunì sotto un’unica forza per sconfiggere un’avversario comune e garantirsi un futuro indipendente.
(Da _accademiadeisensi_)

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Giornata Mondiale della Traduzione

*Mercoledì 30 settembre 2026*✍🏻

Ogni anno il *30 settembre* si celebra la *Giornata Mondiale della Traduzione* (_Journée Mondiale de la Traduction, International Translation Day_).
La giornata, istituita nel 1953 dalla FIT (_Fédération Internationale des Traducteurs_), coincide con la festa di *San Girolamo* perchè il Santo è stato il traduttore della Bibbia e quindi il patrono dei traduttori oltre che degli archeologi, bibliotecari, librai dotti e degli studiosi in genere.
Nell’arte sacra vengono spesso rappresentati, insieme al Santo, i suoi simboli e attributi iconografici.
Eccone alcuni (vedi immagine):

🦁*II leone* – il suo attributo più famoso, legato alla
tradizione secondo cui Girolamo avrebbe curato una zampa ferita dell’animale, estraendogli una spina.

📖🖋️*II libro, la penna e il calamaio* – simboli della sua straordinaria atttività di studioso e traduttore delle Sacre Scritture.

👒*II galero cardinalizio* – richiama il suo prestigio ecclesiastico e il servizio presso papa Damaso I.

💀*II teschio* – rappresenta la meditazione sulla morte, la vanità delle cose terrene e la penitenza.

✝️🪨*II crocifisso e la pietra* – ricordano la sua vita ascetica e penitenziale nel deserto.

⌛*La clessidra* – rimanda al tempo che passa e alla brevità della vita terrena.

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IL MANEKINEKO

Martedì 29 settembre 2026✍🏻

IL MANEKINEKO

In Giappone il 29 settembre è Manekineko no Hi (招き猫の日), il Giorno del Manekineko, dai termini maneki, che significa “fare cenno con la mano”, e neko, che è il gatto. 🐱
Si tratta appunto dell’iconico “gatto che chiama” del folklore giapponese, con la sua tipica zampina alzata che invita la fortuna a entrare. La data – istituita nel 1995 dal Japan Invitation Cat Club, un’organizzazione nazionale di appassionati di gatti – fu scelta per assonanza fonetica con i numeri giorno/mese (29/9) che la compongono: 9 (く), ku, 2 (ふた), ru-fu e ancora 9 (く), ku: uniti suonano come kurufuku (来る福) che in giapponese significa “fortuna in arrivo”!

Il manekineko infatti è un tradizionale simbolo portafortuna: con la sua zampina alzata chiama a sé la fortuna, le fa cenno di entrare e per questo solitamente posizionato all’ingresso di una casa o di un’attività commerciale, mai in luoghi chiusi o con il muso rivolto all’interno. Si tratta di un gatto comune, generalmente di razza calico a tre colori; la zampina destra sollevata dovrebbe portare denaro e fortuna negli affari, mentre quella sinistra attirare nuovi clienti e consolidare relazioni. Si possono trovare manekineko con entrambe le zampe alzate, che simboleggiano protezione e prosperità, ma non sono troppo popolari perché desiderare troppo non è mai buona cosa.
L’origine è incerta e legata a varie leggende: la più popolare si riferisce al tempio Gotokuji di Tokyo. Un giorno, durante un forte temporale, un feudatario trovò riparo sotto un albero davanti al tempio. A un certo punto arrivò un gattino bianco che fece cenno all’uomo di seguirlo. Lui lo seguì e fu la sua fortuna, visto che poco dopo l’albero venne colpito da un fulmine. Il gatto gli aveva salvato la vita, così, in segno di gratitudine, il feudatario fece una grande donazione al tempio. Da quel giorno il gatto divenne simbolo di buon auspicio e ancora oggi, presso il tempio, si possono ammirare centinaia di statuine a lui dedicate, ammirate dai tantissimi visitatori che vanno lì per esprimere desideri.

CURIOSITÀ
Il colore del manekineko è collegato a un preciso effetto che si vuole ottenere:
🤍 bianco: portafortuna generico;
🖤 nero: scaccia le influenze negative;
❤️ rosso: tiene le malattie e gli incidenti alla larga e assicura al suo possessore una lunga vita;
🤎 oro: attira la ricchezza;
💛 giallo: favorisce buone relazioni;
💚 verde: porta successo negli studi;
💜 viola: realizza i sogni nel cassetto;
🩷 rosa: aiuta a coronare un sogno d’amore;
💙 azzurro: aiuta la crescita personale e spirituale.
(Da “Ichigo Ichie – La Via Della Felicità” di Hirohiko Shoda) 📚

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Le navi San Michele, San Gabriele e San Raffaele

*Martedì 29 settembre 2026* ✍️

_Oggi si festeggia l’onomastico di chi porta il nome *Michele*, *Gabriele* e *Raffaele*_

*S. MICHELE*
La _*San Michele*_ è stata una fregata a vela della Marina del Regno di Sardegna poi integrata in quella del nuovo Regno d’Italia (vedi immagine).
Costruita tra il 1839 ed il 1842 nei cantieri genovesi della Foce era lunga 56 metri e aveva tre alberi a vele quadre e bompresso (armamento velico _a nave_ ) ed era armata con ben 54 cannoni.
Fu impiegata durante la prima guerra di indipendenza e nel 1856 prese parte alle operazioni di guerra in Crimea.
Nel 1861, con la nascita della Regia Marina, la San Michele venne iscritta nei ruoli della nuova Marina e impiegata come *nave scuola per allievi ufficiali* dal 1861 al 1868.

*SAN GABRIELE* e
*SAN RAFFAELE*
Facendo un salto indietro di quasi 4 secoli, esattamente nel luglio del 1497, quattro navi salparono da Lisbona, per una lunga spedizione in India, per ordine dell’allora re del Portogallo, Emanuele I il Fortunato.
L’impresa era stata però voluta dal cugino Giovanni II, morto due anni prima, il quale aveva espresso la volontà che una nave fosse intitolata a *_San Gabriele_* e un’altra a *_San Raffaele_*.
Le navi erano armate a spese di banchieri fiorentini attivi a Lisbona.
La _San Gabriele_, l’ammiraglia, stazzava 120 tonnellate ed era comandata da *Vasco de Gama* che era anche il comandante della spedizione.
La _San Raffaele_, una caracca di circa 100 tonnellate, era comandata da *Paulo de Gama*, fratello di Vasco.
La spedizione composta da circa 150 uomini seguì una rotta passante vicino alle coste del Brasile, non ancora conosciuto, che fu denominata *“Rotta degli Arcangeli”*.
La spedizione doppiò il Capo di Buona Speranza e quando i marinai toccarono terra eressero sulla riva una colonna dedicata a San Raffaele, loro protettore.

CURIOSITÀ
Una piccola statua di legno di San Raffaele, che era presente sulla nave a lui dedicata, è ora conservata nel museo della Marina di Lisbona.
(_Bitta scripsit XXIX IX MMXXIV_)

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L’acqua degli Arcangeli

Lunedì 28 settembre 2026

L’ ACQUA DEGLI ARCANGELI

Avete mai preparato l’acqua degli Arcangeli?

In passato, durante la notte tra il 28 e il 29 settembre, si usava preparare un’acqua per celebrare all’indomani la festa liturgica dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Quest’acqua era tradizionalmente considerata un mezzo per ricevere protezione, guarigione e guida spirituale.
La preparazione avveniva versando prima dell’acqua in un recipiente di vetro e accendendo 3 candele dedicate a ciascun Arcangelo.
Si immergevano poi nell’acqua 3 erbe simboliche come la lavanda (per Gabriele, la purezza), alloro o rosmarino (per Michele, la protezione) e salvia (per Raffaele, la guarigione).
Durante il rito i devoti recitavano una preghiera chiedendo l’ intercessione degli Arcangeli e si lasciava l’acqua accanto alle candele o alla finestra tutta la notte per “caricarla” spiritualmente.

L’acqua veniva conservata nelle case in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente al buio o in un mobile chiuso per proteggerla dalla luce e mantenere la sua efficacia nel tempo.
Poteva poi essere usata per benedire la casa, come protezione personale, durante la preghiera o la meditazione, per la guarigione simbolica e come dono spirituale per chi ne avevaa bisogno.
Questa usanza, anche se non ufficialmente riconosciuta nella liturgia cattolica, era molto radicata nella tradizione popolare come modo per sentirsi vicini alla protezione celeste degli Arcangeli che rappresentano rispettivamente la protezione contro il male, la purificazione dell’ anima e la guarigione dalle malattie.

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Pigafetta Day

Giovedì 9 luglio 2026✍️

Nave Vespucci è in rotta verso Boston

9 LUGLIO
PIGAFETTA DAY

Come ogni 9 luglio, anche oggi si celebra il Pigafetta Day per ricordare il famoso “giorno perduto” annotato nel diario di bordo dal navigatore vicentino Antonio Lombardo, detto Pigafetta, durante la prima circumnavigazione del globo.

Questa data commemora lo stupore dell’esploratore, che si accorse, al rientro in Spagna, dopo quasi 3 anni di navigazione, di essere rimasto indietro di un giorno rispetto al resto del mondo; un’intuizione fondamentale che ha contribuito alla scoperta della linea del cambio di data e allo studio dei fusi orari.

IL GIORNO “PERDUTO”

Il 9 luglio del 1522 Pigafetta, sbarcando dopo tutto quel tempo, si rese conto, dai primi scambi di parole, di aver “perso un giorno”, trovandosi sorprendentemente al 10 luglio (giovedì) ovvero 1 giorno dopo rispetto alla data (mercoledì 9 luglio) che lui aveva scrupolosamente annotato sul suo diario di bordo.

Ecco come lo racconta:

“Commettessimo a li nostri del battello, quando andarono in terra, [che] domandassero che giorno era: me dissero come era a li portoghesi giove”. [giovedì]

“Se meravigliassemo molto perché era mercore [mercoledì] a noi;
e non sapevamo come avessimo errato: per ogni giorno, io, per essere stato sempre sano, aveva scritto senza nissuna intermissione”.

L’esploratore trovò la spiegazione del fatto: stava nella rotazione della Terra intorno al Sole e della Terra su se stessa.
I pochi reduci della spedizione avevano infatti calcolato i giorni rispetto alla circumnavigazione del globo, compiuta verso ovest nella stessa direzione del Sole. La Terra, però, ruotando sul proprio asse verso est, aveva fatto accumulare, ogni giorno, un po’ di ritardo alla nave.
In conclusione il Sole era “transitato” sulla nave una volta in meno rispetto a quante volte era transitato sopra il porto di partenza.

Oggi, quando una nave compie una navigazione intorno al mondo verso Ovest, si spostano gli orologi di bordo indietro di un’ora ad ogni fuso orario attraversato (circa 15° di longitudine) e si ‘salta’ un giorno nell’attraversamento dell’antimeridiano di Greenwich.
Se non si operasse così, al ritorno della nave, i calendari di bordo segnerebbero un giorno in meno rispetto ai calendari di coloro rimasti a terra. Proprio come accadde a Pigafetta!

CURIOSITÀ
Questa esperienza ha gettato le basi per elaborare i fusi orari e facilitare viaggi e comunicazioni del mondo globalizzato, oltre ad affascinare vari autori, come nel caso di Jules Verne e del suo celebre romanzo Il Giro del Mondo in 80 giorni: fatto invece verso est (incontro al Sole), il protagonista della storia, il gentleman inglese Phileas Fogg, inconsapevolmente, “guadagna” un giorno al termine del suo viaggio e, scoprendolo in extremis, risulterà vincitore della scommessa.
( Bitta scripsit VI IX MMXXIV )

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