Guido Onofri
Guido Onofri (nato a Ravenna nel 1932) è un pittore, mosaicista e docente italiano, figura di rilievo nel panorama artistico ravennate del secondo Novecento.
Ecco i punti principali della sua vita e della sua carriera:
Profilo Biografico e Formazione
- Origini e Studi: Si è formato a Ravenna, diplomandosi all’Istituto Statale per il Mosaico “Severini”. Questo background ha influenzato profondamente la sua sensibilità artistica, mantenendo sempre un legame viscerale con la tecnica del mosaico, anche nella produzione pittorica.
- L’Insegnamento: È stato per decenni una figura centrale nell’educazione artistica locale, ricoprendo il ruolo di docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale “Nervi” di Ravenna fino all’inizio degli anni ’90.
Percorso Artistico - Esordi (Anni ’50 – ’70): Inizia l’attività espositiva a metà degli anni ’50, partecipando a numerose collettive e ottenendo riconoscimenti in vari concorsi nazionali. In questo periodo, la sua ricerca si muove tra figurazione e una sensibilità materica influenzata dalla cultura del mosaico.
- Il “Silenzio” Espositivo: A partire dall’inizio degli anni ’70, pur continuando a produrre privatamente, Onofri ha scelto di sospendere l’attività espositiva pubblica per dedicarsi quasi esclusivamente all’insegnamento e alla ricerca personale.
- Il Ritorno: Negli ultimi decenni è tornato a mostrare il suo lavoro. Nel 2014, la mostra antologica “Guido Onofri. Opere 1956-2013” presso la Galleria FaroArte di Marina di Ravenna ha documentato oltre cinquant’anni di attività.
Stile e Tematiche
La sua pittura è caratterizzata da una grande raffinatezza tecnica. Le sue opere spesso indagano: - Il paesaggio e la luce: Interpretati con una sensibilità che sembra “scomporre” la realtà in tessere cromatiche, richiamando la sua formazione di mosaicista.
- L’introspezione: Una pittura colta e silenziosa, lontana dalle mode passeggere, che riflette un profondo rigore intellettuale.
Curiosità e Legami Familiari
Guido Onofri appartiene a una famiglia profondamente legata alla cultura: è il padre di Enrico Onofri, violinista e direttore d’orchestra di fama internazionale, specializzato in musica barocca. Nel 2015, la famiglia Onofri ha donato al Museo TAMO di Ravenna una tela del XIX secolo raffigurante un Angelo di San Vitale, a testimonianza del loro legame con il patrimonio cittadino.
Le opere paesaggistiche di Guido Onofri non sono semplici vedute realistiche, ma interpretazioni “costruite” attraverso il colore. Ecco cosa caratterizza i suoi quadri:
Lo Stile: La “Pittura a Tessere”
* Scomposizione Cromatica: Onofri applica il colore con pennellate brevi e dense, quasi come se stesse posando delle tessere di mosaico sulla tela. Questo crea una superficie vibrante dove la luce sembra scaturire dall’accostamento dei colori piuttosto che da un’unica fonte luminosa.
* Atmosfera Silenziosa: I suoi paesaggi sono spesso deserti, immersi in un silenzio quasi metafisico. Non cerca l’aneddoto o il dettaglio narrativo, ma l’essenza del luogo.
* I Temi Ricorrenti:
* Scorci della Romagna: Case coloniche, profili di paesi e vedute della campagna ravennate.
* La Pineta e il Mare: Trattati con toni che vanno dai verdi profondi agli azzurri tersi, filtrati attraverso la sua tipica sensibilità materica.
* Geometrie Urbane: Anche nelle vedute di paese, Onofri tende a geometrizzare le forme, riducendo case e tetti a volumi essenziali.
Dove vedere le sue opere (Digitalmente e non) - Per un’idea visiva precisa, il consiglio è quello di cercare i cataloghi o le immagini legate a queste fonti:
* Galleria FaroArte (Marina di Ravenna): Ha ospitato la sua grande antologica nel 2014. Spesso sul loro sito o sui canali social della Pro Loco di Marina di Ravenna si trovano le foto delle opere esposte (come Paesaggio 1956 o le opere più recenti del 2013).
* Cataloghi Capit: Il catalogo della mostra “Guido Onofri. Opere 1956-2013” (Edizioni Capit) è la risorsa principale per vedere l’evoluzione dei suoi paesaggi, dal realismo degli esordi alla quasi astrazione musiva della maturità.
* Archivi Locali di Ravenna: Molte sue opere si trovano in collezioni private ravennati o in enti pubblici della città (come la Cassa di Risparmio di Ravenna).











