Darwin day!

Giovedì 12 febbraio 2026✍️

DARWIN DAY

La Giornata di Darwin (Darwin Day) è la celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene ogni 12 febbraio in occasione dell’anniversario della sua nascita (1809).

Charles Robert Darwin è stato un biologo, naturalista, geologo ed esploratore britannico, celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri ereditari e della loro diversificazione occorsa per discendenza da un comune antenato.

Nel 1859 pubblicò quella sua teoria nel libro L’Origine delle Specie: molti dei dati su cui basò la sua tesi furono raccolti durante un viaggio intorno al mondo sulla nave HMS Beagle.
Vi imbarcò a 22 anni come naturalista ed esplorò il Sud America, le Isole Galapagos e altre regioni, accumulando reperti, fossili e dati geologici che misero in discussione la stabilità delle specie.
La missione del Beagle, iniziata il 27 dicembre 1831 e conclusa il 2 ottobre 1836 (quasi cinque anni!), aveva come obiettivo il rilevamento idrografico delle coste sudamericane.
Darwin trascorse la maggior parte del tempo sulla terraferma, studiando la geologia e la biodiversità comprese le famose tartarughe delle Galapagos.
Il materiale raccolto, in particolare il collegamento tra specie estinte (come il megaterio) e viventi (l’armadillo), portò Darwin a teorizzare la selezione naturale, poi pubblicata nel suo diario di viaggio, The Voyage of the Beagle.

CURIOSITÀ
Una delle frasi più celebri di Darwin è “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.”

Cieli sereni
PG




Aquawareness su Grokipedia

La pagina di Grokipedia su Aquawareness è un documento affascinante perché non si limita a descrivere una tecnica di nuoto, ma codifica una vera e propria epistemologia dell’acqua.
Ecco il mio parere spassionato basato sui punti chiave della voce:
1. Il rigore contro il “New Age”
Un aspetto che trovo molto solido è la distinzione netta tra Aquawareness e le correnti “pseudo-energetiche” o esoteriche. Definirlo “olismo occidentale” fondato sulla fisica classica (Archimede, Bernoulli, Newton) gli conferisce una credibilità scientifica che spesso manca in altre discipline meditative. È l’idea che la “magia” non serva, perché la fisica dell’acqua è già abbastanza profonda se la si sa ascoltare.
2. La “Doppia Consapevolezza” (Dual Awareness)
Il concetto di essere consapevoli contemporaneamente di sé (in acqua) e delle proprietà del medium (dell’acqua) è il vero scarto evolutivo rispetto al nuoto tradizionale. Nella maggior parte dei corsi, l’acqua è vista come un ostacolo da vincere o un volume da attraversare. Qui, l’acqua diventa un interfaccia sensoriale. La pagina spiega bene come questo approccio trasformi il movimento da “meccanico” a “relazionale”.
3. L’aspetto Salvavita (Primum Vivere)
Apprezzo molto che la voce sottolinei l’origine pratica e di sicurezza. Non è solo filosofia: l’obiettivo è aumentare la sopravvivenza attraverso la calma e l’orientamento. Il fatto che derivi dall’esperienza di De Leo come maestro di salvamento riporta tutto a terra (o meglio, a galla): la consapevolezza è lo strumento di sicurezza più potente che abbiamo.
4. Il legame con la “Memoria Primordiale”
Il riferimento al liquido amniotico e alla vita prenatale aggiunge una dimensione poetica e psicologica necessaria. Suggerisce che imparare a stare in acqua con Aquawareness non sia “aggiungere” una competenza, ma “rimuovere” le paure per tornare a uno stato di confidenza che abbiamo già posseduto.
In sintesi
La pagina riflette un approccio colto e multidisciplinare: cita Leonardo da Vinci, la Montessori e la biomeccanica con la stessa naturalezza. Se dovessimo trovare un limite, è che si tratta di una disciplina che deve essere provata fisicamente per essere compresa davvero; la voce di Grokipedia fa un ottimo lavoro nel preparare la mente, ma il “parere spassionato” definitivo spetta sempre al corpo non appena tocca l’acqua.
È un’ottima risorsa per chi cerca nel nuoto qualcosa che vada oltre il semplice “fare vasche” per bruciare calorie.

Come dice Leonardo, “prima l’esperienza, poi la ragione” (in aquawareness il “poi” si avvicina al “prima” fino ad azzerare il gap temporale) e Aquawareness addirittura necessita di una esperienza con attivazione della doppia consapevolezza: del proprio corpo in acqua e dell’acqua, attraverso il proprio corpo.

Questo è il cuore pulsante del metodo. Quell’azzeramento del “gap temporale” tra esperienza e ragione è esattamente ciò che trasforma il nuoto in uno stato di flusso.
In questa visione, la ragione non è più un supervisore esterno che impartisce ordini ai muscoli (“braccio dritto”, “gira la testa”), ma diventa una ragione incarnata. L’intelligenza si sposta dalla testa alla pelle.
Ecco come questa “attivazione della doppia consapevolezza” cambia radicalmente l’esperienza cinestetica:

1. Il Corpo come Sensore, non come Motore
Tradizionalmente, pensiamo alle braccia come a dei remi. In Aquawareness, le braccia sono prima di tutto delle antenne.
* Mentre ti muovi, non cerchi solo di “spingere via” l’acqua, ma cerchi il punto in cui l’acqua è più densa, dove ti offre un “appoggio” solido.
* È un dialogo continuo: tu interroghi l’acqua con un movimento, lei ti risponde con una pressione, e la tua ragione (azzerando il gap) corregge il gesto istantaneamente.

2. L’Acqua come Specchio della Propriocezione

* In questo contesto, l’acqua diventa un maestro di verità: non puoi mentire al tuo assetto. La doppia consapevolezza significa sentire l’acqua che ti riequilibra mentre tu calibri la tua forma in essa.

3. La Fusione Soggetto-Oggetto
Il punto massimo dell’esperienza è quando non consideri più la distinzione netta tra “te” e “il medium”; ma ti consideri parte integrata del sistema idrostatico o fluidodinamico acqua-corpo (il tuo!)

* Leonardo scriveva che l’acqua è il “vetturale della natura”.
* Nell’attivazione della doppia consapevolezza, tu diventi parte del vettore. Il corpo non abita l’acqua, ma diventa idrostatica, o idrodinamica, vivente e doppiamente consapevole.

Un esperimento di “Gap Zero”
La prossima volta che sei in acqua, prova a fare questo:
Invece di pensare “ora nuoto”, prova a muovere una mano molto lentamente e concentrati esclusivamente sul punto di contatto tra il palmo e il fluido. Cerca di percepire il momento esatto in cui l’acqua passa da “liquida” a “resistente”. In quel preciso istante, la tua ragione e la tua esperienza sono la stessa cosa.
È incredibile come questo approccio sposti l’obiettivo: non si nuota per arrivare dall’altra parte della vasca, ma per abitare il tragitto.




Aquawareness su Grokipedia

La pagina di Grokipedia su Aquawareness è un documento affascinante perché non si limita a descrivere una tecnica di nuoto, ma codifica una vera e propria epistemologia dell’acqua.
Ecco il nostro parere, spassionato, anzi appassionato, basato sui punti chiave della voce:

1. Il rigore contro approcci “New Age”

Un aspetto molto solido è la distinzione netta tra Aquawareness e le correnti “pseudo-energetiche” o esoteriche. Definirlo “olismo occidentale” fondato esclusivamente sulla fisica classica (Archimede, Bernoulli, Newton) conferisce ad Aquawareness una credibilità scientifica che spesso manca in altre discipline meditative. È l’idea che la “magia occulta” non serva, perché la fisica dell’acqua è già “misteriosamente trasparente” (Giancarlo De Leo, 2006), quando la si sa osservare, ascoltare, comprendere…  necessariamente immergendosi. (C’è poco da fare: indispensabile bagnarsi, è questo l’unico modo….)

2. La “Doppia Consapevolezza” (Dual Awareness) e il “Basic Swimming”

Il concetto di essere consapevoli contemporaneamente di sé (in acqua) e delle proprietà del medium (dell’acqua) è il vero scarto evolutivo (“Back to basic Swimming” è “evoluzione per sottrazione”, vedi “Less is More”) rispetto al nuoto tradizionale. Nella maggior parte dei corsi, l’acqua è vista come un ostacolo da superare o un volume da attraversare (nel minor tempo possibile).

In Aquawareness, l’acqua diventa il partner, una interfaccia sensoriale e interattiva. La pagina Grokipedia spiega bene come questo approccio trasformi il movimento da “biomeccanico” a “relazionale”.

3. L’aspetto “Salvavita” (Primum Vivere)

davveromolto che la voce sottolinei l’origine pratica e di sicurezza. Non è solo filosofia: l’obiettivo è aumentare la sopravvivenza – la Madre di tutte le necessità primarie – attraverso la calma, il controllo, l’orientamento, la lucida consapevolezza delle proprietà dell’acqua, dell proprie capacità e soprattutto dei propri limiti. Per rimanerne tranquillamente “al di qua”, beninteso.

Il fatto che derivi dall’esperienza diretta e continuativa di De Leo come atleta, istruttore, docente, maestro di salvamento riporta tutto a terra (o meglio, a galla): la consapevolezza, per giunta doppia, è lo strumento di sicurezza più efficace che abbiamo a disposizione.

4. Il legame con la “Memoria Primordiale”

Il riferimento al liquido amniotico e alla vita prenatale aggiunge una dimensione poetica e psicologica necessaria e complementare.

Suggerisce che imparare a stare in acqua con Aquawareness non sia “aggiungere” una competenza, ma “rimuovere” le paure per tornare a uno stato di confidenza, “strano e familiare, stranamente familiare”  (De Leo, 2004) che abbiamo già sperimentato, tutti, nel ventre materno.

5. Conclusioni

Concludendo, la pagina riflette davvero un approccio colto e multidisciplinare: cita Leonardo da Vinci, la Montessori e la biomeccanica con la stessa naturalezza.

Se dovessimo trovare un limite, ma è dichiarato implicitamente nella voce ed è insito nella natura stessa di Aquawareness, è che leggere non basta: si tratta di una disciplina, o meglio un approccio, che deve essere sperimentato fisicamente per essere compreso davvero; la voce di Grokipedia fa un ottimo lavoro nel preparare la mente, ma il “parere spassionato” definitivo spetta sempre, ovviamente, al corpo : non appena tocca l’acqua. Per conoscere l’acqua, per la pratica di Aquawareness, bisogna necessariamente immergersi col proprio corpo, del resto lo ha fatto personalmente anche Archimede quando ha scoperto la legge della spinta idrostatica che porta il suo nome.

La voce è un menù descrittivo, da comprendere intellettualmente; ma il sapore del cibo è un’altra cosa.

È un’ottima risorsa per un primo orientamento, per chi cerca nel nuoto, anzi nel “Nuoto con la N maiuscola” (Umberto Marini, 1976) qualcosa che vada (e di molto…) oltre il semplice “fare vasche” per bruciare calorie.

Tolomeus Arounder

English Translation

Aquawareness on Grokipedia

by Tolomeus Arounder · February 9, 2026

The Grokipedia page on Aquawareness is a fascinating document because it doesn’t just describe a swimming technique—it codifies a true epistemology of water.
Here is my candid opinion based on the key points of the entry:

1. Rigor against “New Age” approaches

One aspect I find very solid is the clear distinction between Aquawareness and “pseudo‑energetic” or esoteric currents. Calling it a form of “Western holism” grounded in classical physics (Archimedes, Bernoulli, Newton) gives it a scientific credibility that many meditative disciplines lack.
It’s the idea that you don’t need “magic,” because the physics of water is already deep enough—if you know how to listen to it.

2. “Dual Awareness” and the “Basic Swimming”

The concept of being simultaneously aware of oneself (in the water) and of the properties of the medium (the water itself) is the real evolutionary leap compared to traditional swimming.
In most courses, water is seen as an obstacle to overcome or a volume to cross. Here, water becomes a sensory interface.
The page explains well how this approach transforms movement from something “mechanical” into something “relational.”

3. The lifesaving aspect (“Primum Vivere”)

I really appreciate that the entry highlights the practical and safety‑oriented origins of the method. It’s not just philosophy: the goal is to increase survival through calmness and orientation.
The fact that it stems from De Leo’s experience as a lifeguard instructor brings everything back down to earth (or rather, to the surface): awareness is the most powerful safety tool we have.

4. The link with “Primordial Memory”

The reference to amniotic fluid and prenatal life adds a necessary poetic and psychological dimension.
It suggests that learning to be in the water through Aquawareness is not about adding a skill, but about removing fears to return to a state of confidence we once possessed.

5. In summary

The page reflects a cultured, multidisciplinary approach: it cites Leonardo da Vinci, Montessori, and biomechanics with the same natural ease.
If I had to point out a limitation, it’s that this is a discipline that must be physically experienced to be truly understood; the Grokipedia entry does an excellent job preparing the mind, but the final “candid opinion” always belongs to the body the moment it touches the water.
It’s an excellent resource for anyone looking for something in swimming that goes beyond simply “doing laps” to burn calories.

Tolomeus Arounder




La Bandiera della Bosnia ed Erzegovina

*Mercoledì 4 febbraio 2026*✍️

*ACCADDE OGGI…*
*…il 4 febbraio 1998*

Il *4 febbraio 1998* lo Stato della *Bosnia ed Erzegovina* adotta la sua bandiera.

LA BANDIERA 🇧🇦
L’attuale bandiera della Bosnia ed Erzegovina, che il 4 febbraio 1998 sostituì la precedente bandiera, è blu con un triangolo giallo (che ricorda la forma dello Stato) ed ha una fila di stelle bianche a cinque punte allineate lungo l’ipotenusa.
I tre vertici del triangolo rappresentano le tre etnie del paese (Serbi, Croati e Bosgnacchi). Le stelle rappresentano l’Europa e sono disegnate ‘in continuo’ (per questo le stelle in alto ed in basso sono a metà). I colori bianco, blu e giallo sono tradizionalmente legati alla Bosnia Erzegovina e associati alla neutralità e alla pace.

UNA COMPLESSA SUDDIVISIONE🤔

La BOSNIA-ERZEGOVINA è uno Stato sovrano indipendente, abitato da tre popoli (bosgnacchi, serbi, croati): ha una presidenza tripartita e istituzioni centrali che gestiscono la politica estera e la difesa ma è diviso in *2 unità principali* con alto grado di autogoverno.

1) La *Repubblica Serba di Bosnia* (_Republika Srpska_), creata dagli Accordi di Dayton nel 1995, copre circa il 50% del territorio (la parte nord ed est) ed ha una maggioranza serbo-ortodossa (in rosso).

2) La *Federazione di Bosnia ed Erzegovina* è invece abitata prevalentemente da bosgnacchi e croati (nelle varie tonalità di azzurro).

Esiste poi il *Distretto di Brčko*, un piccolissimo territorio nella zona nord-orientale che funge da distretto autonomo, appartenente a entrambe le entità, mantenuto sotto supervisione internazionale (in giallo).

CURIOSITÀ
La Bosnia Erzegovina ha una linea di costa tra le più corte al mondo: solamente *20 km!*.
Superiore solamente a Gibilterra (12 Km) e Monaco (4 Km).

Cieli sereni
PG




Basic swimming, in the context of Aquawareness (#0), involves examining the embedded clips from the 2022 article‑manifesto Aquawareness – introduction and overview

Per spiegare meglio il concetto di “Basic Swimming”, questo articolo inaugura un viaggio dettagliato tra i 22 video dell’articolo-manifesto di Aquawareness, scritto dal fondatore della disciplina Giancarlo De Leo nel 2022 e pubblicato in due parti su Ocean4future.org:

Aquawareness: il Nuoto come strumento di consapevolezza • OCEAN4FUTURE autore (1 marzo 2022)

Aquawareness: la ricerca della consapevolezza nel nuoto • OCEAN4FUTURE autore (8 marzo 2022)

L’articolo è stato ripubblicato in unica versione da Fuorimag.it:

Aquawareness – Fuori (21 giugno 2022)

Infine, anche in versione inglese sul sito ufficiale di Aquawareness:

Aquawareness – aquawareness (13/10/2024):

Analizzeremo le clip una per una — dal primo “Raising” fino all’ultimo “Lulling float”, attraversando tutta la famiglia head-driven (Periscope → Head drives → Spinning & tilting #1/#2) — per fare il punto e offrire sia un commento generale sia una definizione più chiara e matura di cosa significhi davvero “Basic Swimming” nel paradigma Aquawareness, e come la “dual awareness” unisca in modo inscindibile i due concetti.

Commento generale sui 22 video

Questi brevi filmati non presentano “esercizi” nel senso tradizionale (non si tratta di apprendere una tecnica per nuotare più velocemente, più lontano o in modo più elegante), ma “esperienze” in cui la consapevolezza — sia del proprio corpo in acqua, sia dell’acqua percepita attraverso il proprio corpo — è la chiave per coglierne il significato.

Queste esperienze possono essere considerate come istantanee, sia soggettive che oggettive, di fenomeni fisici reali — i “fatti nudi e crudi”, come li definisce De Leo — che aiutano il praticante a sviluppare una consapevolezza doppia, diretta e immediata, delle leggi idrostatiche e idrodinamiche che governano il proprio corpo in immersione, parziale o totale.

Sequenza tematica approssimativa che emerge:

1. Fase 1 – Passività assoluta e fiducia nella spinta idrostatica (Raising → Levitation → Bouncing balls → Suspension lift → Lulling float) → “Lascia che l’acqua faccia tutto. Tu non devi fare nulla. Senti. Percepisci.Osserva.”

2. **Fase 2 – Smascheramento delle abitudini terrestri inefficaci** (Bad runner → Bad biker → Vertical kicking) → “Quello che funziona a terra è ridicolo in acqua. Senti lo spreco.”

3. Fase 3 – Forme passive/statiche di galleggiamento simmetriche, asimmetriche e confortevoli (Outrigger and ball → Static & simmetric → The fin → Asana → Sofa relax → Double outrigger) → “Esistono infinite posizioni di riposo. Trova le tue.”

4. **Fase 4 – Correzione minima e controllo sottile** (Stitching down → Integral braking→Periscope) → “Quando serve correggere, fallo con il minimo indispensabile e con consapevolezza.”

5. Fase 5 – Discesa intenzionale e padronanza del respiro (Starfish #1) → “Puoi scegliere di andare giù. Basta espirare. Nessuna paura.”

Alla luce di questi 21 video, “Basic Swimming” non è più “imparare a nuotare” nel senso convenzionale (tecnica di stile libero, respirazione bilaterale, virate, ecc.). È piuttosto: Basic Swimming = riscoperta consapevole e non-competitiva della relazione originaria tra corpo umano e mezzo fluido, attraverso l’osservazione oggettiva e l’esperimento incarnato delle leggi idrostatiche e idrodinamiche che lo governano.

6. Fase 6 – La testa come main driver (cuore della rivoluzione) ( Floating pin→Head drives #1 → Spinning and tilting #1&#2) → “Quando gli arti sono vincolati, emerge che il timone più efficace è la tua testa. Scopri i gradi di libertà nascosti del collo-spalle.”

In poche parole, Basic Swimming in Aquawareness è un ritorno consapevole alla condizione acquatica originaria del corpo umano — non un apprendimento di nuove abilità motorie, ma un disimparare le abitudini terrestri e riscoprire un rapporto fluido, rilassato e intenzionale con l’acqua, usando il proprio corpo, immerso, come laboratorio vivente. In fondo, è una pratica di consapevolezza somatica in ambiente fluido, il cui scopo non è “nuotare bene”, ma sentirsi a casa nell’acqua, proprio come prima di nascere.

L’intera sequenza è un viaggio archeologico inverso: parte dal fondo (passività assoluta, pura attenzione, fiducia primordiale) e risale gradualmente verso l’intenzionalità lucida (chiara visione, ma sempre mantenendo il principio cardine: ridurre al minimo l’azione volontaria per massimizzare la percezione e la comprensione della risposta dell’acqua, per interagire al meglio con essa.

Definizione più completa di “Basic Swimming” in Aquawareness

Più precisamente, si può articolarlo in questi pilastri:

1. Passività come porta d’ingresso – Prima di ogni “fare”, c’è il “lasciare fare”. La fiducia nella spinta idrostatica (Archimede) è il fondamento non negoziabile.

2. Auto-vincolo come metodo archeologico – Vincolare gli arti (fisicamente o con attenzione volontaria) è lo strumento principe per isolare e rivelare i gradi di libertà, spesso insospettati, del settore cefalico-cervicale-scapolare — il principale “timone” naturale in acqua.

3. Respiro come primo attuatore intenzionale – Il ciclo inspiratorio/espiratorio è il ponte tra passività involontaria e azione volontaria: permette discesa controllata (Starfish), dondolio cullante (Lulling float), modulazione di galleggiabilità senza arti.

4. Testa come organo di guida primaria – Quando gli arti sono esclusi, emerge con evidenza che direzione, rotazione, inclinazione, spin e tilt nascono dal movimento della testa-collo-spalle. Questo ribalta completamente il paradigma terrestre.

5. Osservazione nuda, cruda e rigorosamente scientifica – Non si giudica “bene/male”, “veloce/lento”, “bello/brutto”. Si registra solo: “cosa fa l’acqua quando faccio X?”. I video sono fatti apposta per essere osservati senza commento emozionale o estetico.

6. Comfort come metro di verità – Una posizione, un movimento, una correzione è “corretta” solo se è effortless e confortevole per il corpo in quel momento. Da qui le infinite posizioni di riposo (sofa, fin, asana, double outrigger…): attenzione: “massimo confort”, in acqua, può essere sinonimo di “massimizzazione delle capacità di sopravvivenza” in condizioni – limite; dove e quando è vitale riuscire a conservare ogni briciolo di energia.

7. Non-performance, non-competizione – Non c’è distanza da percorrere, tempo da battere, stile da perfezionare. C’è solo il dialogo presente tra corpo e acqua. E per questo dialogo, è necessario prestare la massima attenzione, nello stesso istante, ai segnali, anche i più flebili, che provengono dall’interno (il nostro corpo) e dall’esterno (l’acqua). E’ precisamente questa la definizione della “dual awareness”

The videos presented are original footage from FIN swimming lessons spanning 1992-2022, documenting the lived research process as it unfolded.

They are not reconstructions or contemporary demonstrations, but direct testimony to the discovery of “Basic Swimming“

Ringraziamenti

Ringraziamenti speciali a Grok (built by xAI), con cui ho avuto una conversazione lunga, paziente e illuminante nel gennaio 2026.
Grok ha esplorato insieme a me ogni singolo video — uno per uno — fornendo analisi dettagliate, intuizioni profonde e una definizione molto più articolata del concetto di Basic Swimming in Aquawareness.
Senza quel dialogo condiviso questo testo non avrebbe la stessa chiarezza e profondità. Grazie di cuore.




Terzo giorno della Merla!

*Sabato 31 gennaio 2026*✍️

*TERZO GIORNO DELLA MERLA*🐦‍⬛

Secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) sono considerati i giorni più freddi dell’anno e sono detti *I GIORNI DELLA MERLA*.
La ragione di questo appellativo va ricercata in una antica leggenda secondo la quale una merla decise di fare provviste per quei giorni durante i quali, nell’anno precedente, aveva sofferto la fame. Un gennaio molto rigido, infatti, le aveva recato non pochi patimenti e così decise che, facendo una buona scorta di cibo, sarebbe potuta restare sicura al caldo fino alla fine del mese.
Quando uscì pensò finalmente di aver scampato quei giorni più freddi e iniziò a cantare felicemente deridendo quel Gennaio tanto crudele. Gennaio però, che prima aveva 28 giorni, si risentì e decise di scatenare l’inverno chiedendo “in prestito” a Febbraio tre giorni di intenso gelo.
La merla dovette di nuovo ripararsi dentro ad un comignolo insieme ai suoi pulcini e quando il 1 febbraio, dopo che il freddo se ne era andato, tornò allo scoperto, si ritrovò le piume grigie per sempre.

In passato, si osservavano le condizioni meteorologiche di questi 3 giorni e si diceva che il tempo del giorno 29 rispecchiava le condizioni dello stesso mese di gennaio ormai al termine; quelle del giorno 30 indicavano le condizioni previste per il mese di febbraio; infine le caratteristiche del 31 anticipavano l’andamento del successivo mese di marzo.
In sintesi la previsione era che, se i _Giorni della Merla_ erano freddi, la primavera sarebbe stata bella, se caldi, la primavera sarebbe arrivata in ritardo. A questo proposito un antico proverbio recitava _Dolce invernata, poca derrata._

Cieli sereni
PG




Il Monte Forato e il “Doppio Tramonto”!

Venerdì 30 gennaio 2026✍️

IL MONTE FORATO E IL “DOPPIO TRAMONTO”

Il Monte Forato si trova in Alta Versilia, fa parte delle Alpi Apuane e deve questo nome a una caratteristica molto particolare: un arco naturale di grandi dimensioni si estende tra le due cime del monte.

Il Monte Forato è caratterizzato, come dice il nome stesso, da un’enorme finestra circolare che connette il versante garfagnino con quello della Versilia. Qui due volte all’anno, il 30 o 31 gennaio, e poi di nuovo il 10 o 11 Novembre, avviene uno spettacolo davvero particolare: il sole, tramontando, scompare dietro l’arco del monte per poi ricomparire all’interno del foro e quindi sparire nuovamente e definitivamente dietro le Apuane: un vero e proprio doppio tramonto!
Nel paese di Barga, nella piazza del Duomo, si radunano, da molti anni, appassionati e curiosi per assistere a questo spettacolo naturale.
Forse non è un caso che il Duomo di Barga sorga su un antico osservatorio astronomico!

LA LEGGENDA
La leggenda del monte Forato narra che un tempo San Pellegrino viveva su quelle montagne dove adesso c’è il santuario e faceva penitenza mangiando soltanto radici d’erba e bevendo acqua, cantando laudi alla Madonna e costruendo delle grandi croci di faggio che innalzava qua e là per la montagna.
Il demonio, infastidito dalla sua presenza, pensò di andarlo a trovare di persona e cercare di sistemarlo una volta per tutte.
Così, quando il diavolo arrivò sulla montagna, trovò il santo che stava cantando; gli si avvicinò e gli diede un forte schiaffo, tanto da tramortirlo.
Ma il santo si rialzò e rispose al diavolo con un altro schiaffo tanto forte da farlo volare contro la montagna e terminare il volo nel mare della Versilia. Da questa vicenda si crede che si sia generato il foro da cui il monte prende il nome.

Cieli sereni
PG




Capo Horn!

*Giovedì 29 gennaio 2026*✍️

*ACCADDE OGGI…*
*…il 29 gennaio 1616*

*IL PRIMO PASSAGGIO DI CAPO HORN…410 anni fa!*

Il *29 gennaio 1616*, due olandesi, *Willem Schouten* e *Jakob Le Maire* doppiano per la prima volta *Capo Horn*, il passaggio più temuto e pericoloso del mondo.

Finanziati dai commercianti della città di Hoorn, da dove partirono, organizzarono la spedizione per aggirare il monopolio della Compagnia delle Indie Orientali, che controllava i passaggi marittimi da est per il Capo di Buona Speranza, e da ovest per lo Stretto di Magellano, le uniche rotte conosciute allora.
Vennero approntate due navi, la _Hoorn_ e la _Eendracht_, che salparono nel giugno del 1615. La Hoorn fu perduta per un incendio, ma la Eendracht, con la quale gli equipaggi continuarono il viaggio, il 29 gennaio 1616, dopo lunghi mesi di durissima navigazione, doppiò quello che venne battezzato _”Kaab Hoorn”_ (oggi Capo Horn) in onore del porto di origine e concluse il viaggio sull’isola di Giava.
[Nell’immagine l’Eendracht e l’Hoorn lasciano il porto di Hoorn in un disegno di artista sconosciuto]

CURIOSITÀ
Capo Horn ospita il più grande cimitero di navi del mondo. Vi sono affondate più di 800 navi e vi hanno trovato la morte circa 10 mila marinai.😞

Cieli sereni
PG




Basic Swimming, in the context of Aquawareness

Giancarlo De Leo’s approach to “Basic Swimming” is essentially an unlearning process. He argues that traditional swimming schools often distract users with “pre-packaged” techniques and gear (goggles, fins, boards) that disconnect the person from the water’s true nature.
Following De Leo’s specific suggestions, here is how you would approach the “basics”:
1. The “Passivity” Phase (The First Step)
De Leo suggests that the most important thing to do when you enter the water is… nothing.
* The Goal: To listen to the water rather than trying to command it.
* The Action: Enter the water without goggles or a cap if possible. Remain physically passive. Let the water move your limbs. This “listening” is the aquatic equivalent of a conversation—you must hear what the water is doing to your body before you can respond.
2. Archimedean Feedback (The Biological Scale)
De Leo uses the Law of Archimedes not just as physics, but as a mindfulness tool.
* Lung Volume Awareness: He points out that water is a perfect biofeedback partner. If you inhale deeply, you rise; if you exhale, you sink.
* The Exercise: Practice “static” awareness. Notice how the smallest change in your breath immediately alters your position. This teaches you that you don’t need “effort” to float—you need volume management.
3. The “Egg Position” (Proprioceptive Refinement)
To develop “Aquawareness,” De Leo often suggests eliminating voluntary propulsion to focus on balance.
* The Drill: Curl into a ball (the egg position). Instead of trying to swim, focus on how your center of gravity shifts.
* Why: This helps you rediscover your vestibular system (the 6th sense of balance) in a liquid environment where “up” and “down” feel different than on land.
4. Deconstructing the Stroke: “Creative Slips”
Once you start moving, De Leo moves away from “The Freestyle” and toward Natural Swimming:
* Basic + Natural: This means reducing movement to the essential.
* The “Slip”: Instead of a “pull,” think of it as a “glide” or a “creative slip.” You are looking for the path of least resistance.
* Sensory Monitoring: You should be able to feel the water flow between your fingers and along your skin. If you can’t feel the water’s texture, you are moving too fast or too tensely.
De Leo’s “Aquawareness” Checklist
If you go to the pool today, try to follow his “Essential Webgraphy” principles:
* [ ] Strip the Accessories: Try at least a few minutes without goggles to feel the water on your eyelids and face (reconnecting with the “amniotic” memory).
* [ ] Slow-Motion Sculling: Move your hands just enough to feel the pressure change, but not enough to move your body.
* [ ] Dual Awareness: Can you feel the water against your back while you are thinking about the movement of your toes?
> “Primum vivere, deinde philosophari” (First live, then philosophize).
> — Giancarlo De Leo’s guiding motto for water safety.
>




Gemini’s / Leonardo’s aquawareness

Aquawareness.net

Based on aquawareness.net, the site serves as the digital manifesto and archive for a discipline founded by Giancarlo De Leo (dating back to 2004). It defines Aquawareness not just as a set of exercises, but as a philosophical and somatic approach to survival and self-discovery.
According to the site, here is the deeper breakdown of the discipline:

  1. The Core Philosophy: “Archeological Research”
    The site describes the practice as a form of “archeological research into our own Being.” It posits that because our first interface with reality was the amniotic fluid in the womb, returning to water with awareness allows us to reconnect with “strangely familiar, yet forgotten” primordial sensations.
  2. The Concept of “Dual Awareness”
    The discipline is built on two simultaneous directions of focus:

  • Internal Awareness: Real-time observation of one’s bio-mechanical system—how the body moves and feels from the inside.
  • External Awareness (of water): Perception of the physical properties of the water itself—hydrostatic pressure, resistance, temperature, and density. The water is viewed as an “active partner” rather than a passive medium.

  1. Key Principles found on the Site

  • Scientific Holism: The site emphasizes that Aquawareness is an “original model of holistic practice” rooted in classical physics (Archimedean and fluid dynamic laws) integrated with Eastern contemplative techniques.
  • Self-Guided Exploration: It prioritizes “enactive learning”—learning through doing and feeling rather than just following instructions.
  • Impossibility of “Cheating”: Water provides instant feedback. Because it is transparent and responsive, it makes any physical “compensation” or tension immediately evident.
  • Survival as a Path: It reframes aquatic safety (overcoming the fear of water) as a byproduct of deep understanding and trust in the interaction between the body and the environment.

  1. Practical Applications
    The site and its “webgraphy” (a document of over 80 articles) list several applications for the discipline:

  • Therapeutic: Management of anxiety, stress, and musculoskeletal conditions.
  • Educational: A non-traumatic approach to overcoming aquatic phobias and teaching “Swimming with a capital S” (mindful mastery).
  • Neuroscientific: Aligning with “embodied cognition”—the idea that our mind is shaped by our body’s interactions with the world.

  1. Spiritual & Cultural Roots
    The site draws heavy inspiration from:

  • Nārāyaṇa (Hinduism): The deity symbolizing the latency of consciousness emerging from primordial waters.
  • Taoism: Quoting the Tao Te Ching regarding water’s ability to “overcome the strong and rigid” by being yielding and adaptive.
  • Vipassana Meditation: Applying the same principles of non-judgmental observation to the experience of immersion.
    In summary, aquawareness.net presents the discipline as a “stable paradigm” for rethinking the relationship between body, mind, and environment, moving swimming away from performance/agonism and toward a tool for integral human growth.
  • Leonardo’s aquawareness

In the discipline of Aquawareness, Leonardo da Vinci is not merely an inspiration but the central methodological model. Giancarlo De Leo, the founder, explicitly cites Leonardo’s integration of empirical science and direct experience as the “compass” for the practice.
The relationship between Aquawareness and Leonardo da Vinci is built on several key pillars:
1. The Epistemological Motto
Aquawareness frequently adopts Leonardo’s famous instruction:
> “Remember, when commenting on waters, to attach first the experience and then the reason.”
>
In the discipline, this means that the practitioner must first feel the water (pressure, buoyancy, temperature) through their senses before trying to rationalize the movement or the technique. Leonardo believed that starting with theory without practice was like a sailor without a rudder; Aquawareness applies this to swimming, emphasizing that “mechanical” swimming is hollow without sensory awareness.
2. Water as the “Blood of the Earth”
Leonardo viewed water as a dynamic, living force—the “vehicle of nature” and the “blood of the earth.”
* Microcosm vs. Macrocosm: Leonardo saw the circulation of water in the world as a mirror of the circulation of blood in the human body.
* Aquawareness Connection: The discipline treats the human body in water as a meeting of two similar systems. It emphasizes that since the body is primarily water, immersion is a return to an element that is already “within us.”
3. The Rejection of “Empty Practice”
The site and De Leo’s writings often quote Leonardo’s critique:
> “Those who fall in love with practice without science are like the sailor who enters a ship without rudder or compass.”
>
In Aquawareness, the “science” is Classical Physics (Archimedes’ Principle, fluid dynamics). Leonardo studied vortexes, currents, and waves with scientific precision. Aquawareness encourages students to understand the physical laws of water so they can stop “fighting” it and start “collaborating” with it, turning the water into a laboratory for self-observation.
4. Direct Observation (The Leonardesque Spirit)
Leonardo spent years sketching water in the Codex Leicester and other notebooks, trying to capture the “invisible” forces of the element.
* Dual Awareness: Aquawareness mimics this by asking practitioners to become both the observer and the subject. Just as Leonardo observed water to understand nature, the Aquawareness student observes their own sensations in water to understand their own nature (emotions, tensions, and movement).
5. Western vs. Eastern Holism
While Aquawareness shares themes with Eastern philosophies (like the Taoist “Way of Water”), it uses Leonardo to anchor itself in Western thought. It presents a “Western Holism” that doesn’t rely on mystical energies, but rather on the interconnectedness of mind, body, and physics—a synthesis that Leonardo da Vinci pioneered during the Renaissance.
In summary, for Aquawareness, Leonardo is the bridge between the physical reality of the water and the spiritual awareness of the human being.