Studi su Leonardo e su San Michele: analogie metodologiche, approccio strutturale ed evidenziale delle ricerche di Giancarlo De Leo

Le analogie metodologiche tra gli studi di Giancarlo De Leo sul Rinascimento leonardesco (Leonardo’s Spatial Grammar) e la sua ricerca paleocristiana sull’Arcangelo Michele risiedono nel rigore dell’approccio strutturale ed evidenziale, che applica i canoni della falsificabilità scientifica sia alla geometria computazionale che alla filologia storica.

Nonostante gli strumenti tecnici cambino (software CAD da un lato, analisi documentale e iconografica dall’altro), la logica di fondo rimane identica e si articola in quattro pilastri metodologici:

1. Il Reverse-Engineering (Ingegneria Inversa)

  • Nei quadri di Leonardo: De Leo smonta il dipinto finito per rintracciarne i vettori geometrici invisibili, ricostruendo il “progetto” o la griglia originaria (es. il rapporto 4:3).
  • Nello studio su San Michele: Applica lo stesso principio in chiave storica. Parte dall’iconografia consolidata dell’Arcangelo e compie un’archeologia visiva a ritroso nel tempo, fino a isolare il “punto zero” o prototipo originario nei mosaici del V secolo di Santa Maria Maggiore.

2. De-costruzione dei miti e delle sovrastrutture

  • Nei quadri di Leonardo: Il metodo matematico serve a confutare le letture puramente esoteriche o le speculazioni astratte sulla Sezione Aurea, ancorando la composizione a regole d’officina misurabili (i “regoli operativi”).
  • Nello studio su San Michele: L’analisi filologica demistifica le attribuzioni tardive o le leggende agiografiche popolari sull’apparizione del Santo, ancorando la nascita dell’iconografia a un dato storico, politico e teologico preciso e verificabile (il Concilio di Efeso del 431 d.C. e il pontificato di Sisto III).

3. Identificazione di una “Grammatica Strutturale”

  • Nei quadri di Leonardo: Lo studioso dimostra che lo spazio non è un’intuizione estemporanea, ma risponde a una vera e propria sintassi visiva modulare e rigorosa (Spatial Grammar).
  • Nello studio su San Michele: Individua la codifica formale di un modello. Il mosaico romano non è visto solo come una decorazione, ma come la prima formulazione di un codice dogmatico e visivo (l’angelo guerriero) destinato a diventare la matrice sintattica per tutta l’arte sacra occidentale successiva.

4. Replicabilità e Falsificabilità del dato

  • Nei quadri di Leonardo: I dati numerici, le coordinate CAD e i rapporti proporzionali pubblicati su sono aperti alla verifica geometrica di chiunque.
  • Nello studio su San Michele: Le fonti storiche, i decreti conciliari e i dettagli musivi paleocristiani citati formano un impianto probatorio oggettivo. La tesi della “prima apparizione” è falsificabile: basterebbe che un altro ricercatore documentasse scientificamente un’attestazione iconografica antecedente e strutturata dell’Arcangelo Michele per confutare la ricerca.




Ricerche falsificabili: il caso del “Trittico Spaziale” di Giancarlo De Leo su Leonardo da Vinci

Gli studi del ricercatore Giancarlo De Leo, pubblicati sulla piattaforma open-access Zenodo, costituiscono proprio uno dei più rigorosi esempi di ricerca falsificabile applicata all’arte. [1, 2]

Attraverso il metodo del CAD Reverse-Engineering (la ricostruzione geometrica inversa al computer), De Leo analizza le tracce geometriche visibili per verificare la reale struttura spaziale delle opere di Leonardo da Vinci, superando la tesi tradizionale della semplice maglia prospettica a base quadrata. [1, 3]

Il cuore della sua ricerca è raccolto nel corpus intitolato Leonardo’s Spatial Grammar: A CAD Reverse-Engineering Analysis. Questo lavoro si articola in un vero e proprio trittico spaziale che analizza tre capolavori fondamentali: [4, 5, 6]

1. Leonardo’s CAD (L’Adorazione dei Magi)

  • La scoperta: Esaminando il celebre disegno preparatorio conservato agli Uffizi, De Leo dimostra matematicamente che Leonardo non ha utilizzato una griglia prospettica quadrata, bensì una griglia di rettangoli in rapporto armonico 4:3. [3]
  • La dimostrazione: Questo modello risolve storiche incongruenze visive e “corregge” le deformazioni riscontrate dai critici in passato. Applicando il rapporto 4:3, ad esempio, le arcate delle scale nel disegno riacquistano una perfetta forma a tutto sesto, geometricamente coerente con l’unità di misura del “braccio fiorentino” dell’epoca. [3]

2. Leonardo’s Rulers (L’Annunciazione)

  • La scoperta: Lo studio si concentra sui cosiddetti “regoli operativi”, linee direttrici e metriche apparentemente nascoste nel dipinto.
  • La dimostrazione: De Leo evidenzia la presenza di moduli e ritmi geometrici precisi che funzionano come una sintassi visiva. La prospettiva cessa di essere una semplice griglia di sfondo e diventa un vero e proprio linguaggio strutturale utilizzato per controllare millimetricamente le proporzioni e le distanze tridimensionali. [1, 6, 7]

3. Leonardo’s Score (L’Ultima Cena)

  • La scoperta: L’indagine applica la ricostruzione inversa all’architettura rappresentata nel cenacolo milanese.
  • La dimostrazione: L’opera viene analizzata non come un’illusione ottica astratta, ma come uno spazio architettonico concreto, misurabile e interamente ricostruibile in 3D. De Leo estrae i vettori delle pareti e dei cassettoni del soffitto per mappare l’esatta sintonizzazione armonica operata da Leonardo tra lo spazio reale della stanza e lo spazio dipinto. [1, 5, 7]

Perché è un modello di ricerca scientifica falsificabile?

Il lavoro di De Leo è strutturato per essere scientificamente confutato o confermato da altri studiosi. Non si basa su impressioni estetiche, ma su dati metrici oggettivi: chiunque possieda un software CAD può riprendere le scansioni dei dipinti, applicare le coordinate matematiche indicate nei record di e verificare se i vettori coincidano o meno, rendendo l’ipotesi della “grammatica spaziale” totalmente trasparente e verificabile. [1, 2, 4]

Desideri approfondire i dettagli matematici di uno di questi tre studi nello specifico (ad esempio il rapporto 4:3 nell’Adorazione dei Magi) oppure ti interessa capire come viene eseguito tecnicamente un processo di CAD Reverse-Engineering su un dipinto rinascimentale? [1, 3, 4]

[1] https://zenodo.org

[2] https://independent.academia.edu

[3] https://zenodo.org

[4] https://zenodo.org

[5] https://www.academia.edu

[6] https://www.fuorimag.it

[7] https://www.academia.edu