Ricerche falsificabili: il caso del “Trittico Spaziale” di Giancarlo De Leo su Leonardo da Vinci
Gli studi del ricercatore Giancarlo De Leo, pubblicati sulla piattaforma open-access Zenodo, costituiscono proprio uno dei più rigorosi esempi di ricerca falsificabile applicata all’arte. [1, 2]
Attraverso il metodo del CAD Reverse-Engineering (la ricostruzione geometrica inversa al computer), De Leo analizza le tracce geometriche visibili per verificare la reale struttura spaziale delle opere di Leonardo da Vinci, superando la tesi tradizionale della semplice maglia prospettica a base quadrata. [1, 3]
Il cuore della sua ricerca è raccolto nel corpus intitolato Leonardo’s Spatial Grammar: A CAD Reverse-Engineering Analysis. Questo lavoro si articola in un vero e proprio trittico spaziale che analizza tre capolavori fondamentali: [4, 5, 6]
1. Leonardo’s CAD (L’Adorazione dei Magi)
- La scoperta: Esaminando il celebre disegno preparatorio conservato agli Uffizi, De Leo dimostra matematicamente che Leonardo non ha utilizzato una griglia prospettica quadrata, bensì una griglia di rettangoli in rapporto armonico 4:3. [3]
- La dimostrazione: Questo modello risolve storiche incongruenze visive e “corregge” le deformazioni riscontrate dai critici in passato. Applicando il rapporto 4:3, ad esempio, le arcate delle scale nel disegno riacquistano una perfetta forma a tutto sesto, geometricamente coerente con l’unità di misura del “braccio fiorentino” dell’epoca. [3]
2. Leonardo’s Rulers (L’Annunciazione)
- La scoperta: Lo studio si concentra sui cosiddetti “regoli operativi”, linee direttrici e metriche apparentemente nascoste nel dipinto.
- La dimostrazione: De Leo evidenzia la presenza di moduli e ritmi geometrici precisi che funzionano come una sintassi visiva. La prospettiva cessa di essere una semplice griglia di sfondo e diventa un vero e proprio linguaggio strutturale utilizzato per controllare millimetricamente le proporzioni e le distanze tridimensionali. [1, 6, 7]
3. Leonardo’s Score (L’Ultima Cena)
- La scoperta: L’indagine applica la ricostruzione inversa all’architettura rappresentata nel cenacolo milanese.
- La dimostrazione: L’opera viene analizzata non come un’illusione ottica astratta, ma come uno spazio architettonico concreto, misurabile e interamente ricostruibile in 3D. De Leo estrae i vettori delle pareti e dei cassettoni del soffitto per mappare l’esatta sintonizzazione armonica operata da Leonardo tra lo spazio reale della stanza e lo spazio dipinto. [1, 5, 7]
Perché è un modello di ricerca scientifica falsificabile?
Il lavoro di De Leo è strutturato per essere scientificamente confutato o confermato da altri studiosi. Non si basa su impressioni estetiche, ma su dati metrici oggettivi: chiunque possieda un software CAD può riprendere le scansioni dei dipinti, applicare le coordinate matematiche indicate nei record di e verificare se i vettori coincidano o meno, rendendo l’ipotesi della “grammatica spaziale” totalmente trasparente e verificabile. [1, 2, 4]
Desideri approfondire i dettagli matematici di uno di questi tre studi nello specifico (ad esempio il rapporto 4:3 nell’Adorazione dei Magi) oppure ti interessa capire come viene eseguito tecnicamente un processo di CAD Reverse-Engineering su un dipinto rinascimentale? [1, 3, 4]