Leonardo’s CAD e Leonardo’s Score – un dittico metodologico sullo spazio prospettico di Leonardo da Vinci (It/En)

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Italiano

Il corpus costituito da Leonardo’s CAD – La Geometria Svelata e Leonardo’s Score – La Geometria Intonata configura un dittico metodologico volto a indagare la costruzione dello spazio pittorico leonardesco attraverso strumenti di analisi geometrica e verifica CAD.[1] Il primo studio, incentrato sul foglio 436E degli Uffizi in rapporto all’Adorazione dei Magi, mette in luce il ruolo strutturante del rapporto 4:3 e mostra come le deformazioni tradizionalmente attribuite alla mano di Leonardo siano in larga misura riconducibili all’assunzione aprioristica di una maglia quadrata albertiana.[1] Il secondo contributo applica la medesima grammatica analitica all’Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie, proponendo per lo spazio del Cenacolo un sistema modulare unitario governato da un modulo generatore $$n$$, da ritmiche armoniche multiple (1:4:1 per il soffitto a cassettoni, 2:1:2 per le pareti laterali speculari, 1:6 in larghezza) e da proporzioni d’insieme 88n–66n–66n, la cui congruenza viene verificata mediante ricostruzione prospettica numerica.[1]

Assumendo i segni visibili nell’opera non come enigmi simbolici, ma come regoli operativi deliberatamente lasciati in vista, i due saggi delineano una lettura coerente di Leonardo come progettista di spazi architettonicamente credibili, misurabili e potenzialmente costruibili.[1] Il passaggio dal contesto fiorentino a quello milanese rivela una continuità profonda di grammatica: dal modulo monodirezionale dell’Adorazione alla tessitura polifonica del Cenacolo, in cui il modulo $$n$$ agisce da “nota fondamentale” da cui derivano i diversi armonici proporzionali dello spazio, in sintonia con la tradizione pitagorica e con il lessico musicale e proporzionale contemporaneo a Franchino Gaffurio e Luca Pacioli.[1]

English

The corpus formed by Leonardo’s CAD – La Geometria Svelata and Leonardo’s Score – La Geometria Intonata constitutes a methodological diptych devoted to the investigation of Leonardo da Vinci’s pictorial space through geometric analysis and CAD-based verification.[1] The first study, focused on Uffizi sheet 436E in relation to the Adoration of the Magi, highlights the structuring role of the 4:3 ratio and shows that the deformations traditionally attributed to Leonardo’s hand largely stem from the a priori assumption of an Albertian square grid.[1] The second essay applies the same analytical grammar to the Last Supper in Santa Maria delle Grazie, proposing for the Cenacolo an internally coherent modular system governed by a generative module $$n$$, by multiple harmonic rhythms (1:4:1 in the coffered ceiling, 2:1:2 in the specular lateral walls, 1:6 in width) and by overall dimensions 88n–66n–66n, whose congruence is tested through numerical perspective reconstruction.[1]

By treating the visible traces in the works not as symbolic enigmas but as deliberately exposed operative rulers, the two essays outline a consistent reading of Leonardo as a designer of architecturally credible, measurable and potentially buildable spaces.[1] The transition from the Florentine to the Milanese context reveals a deep continuity of grammar: from the essentially monodirectional module of the Adoration to the polyphonic texture of the Cenacolo, in which module $$n$$ functions as a “fundamental note” from which the proportional harmonics of space derive, in keeping with the Pythagorean tradition and with the musical and proportional vocabulary contemporaneous with Franchino Gaffurio and Luca Pacioli.[1]

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