Amleto Cataldi, lo scultore dannato / bannato.

image_pdfimage_print



Amleto Cataldi è una di quelle figure che mandano in crisi la leggenda romantica dell’artista incompreso: in vita fu celebrato, richiesto da committenti pubblici e privati, protagonista di esposizioni internazionali, per poi scivolare quasi fuori dai manuali dopo la morte. [1][2] La sua storia parte da un banco di falegname napoletano e arriva alle grandi commissioni monumentali della Roma del primo Novecento, passando per premi, medaglie e persino gli elogi di Auguste Rodin. [1][2]

***

Leggenda vuole che alcuni grandi artisti, nel corso delle loro vite sofferte e vocate alla ricerca spasmodica delle loro espressioni ideali, abbiano sempre sdegnosamente rifiutato di accodarsi alle tendenze del momento o alle banali richieste di facoltosi committenti, rimanendo duri, puri e fedeli alle loro convinzioni. Vero, ma non è certo questo il caso di Amleto Cataldi. Come sono altrettanto lontane dal nostro scultore le vicende romantiche ed esistenziali di pittori come Van Gogh, trascurato/ignorato nel periodo di attività, per essere prima rivalutato e poi idolatrato da critica e pubblico dopo la sua dipartita.

Invece Amleto Cataldi, al pari del collega Gianlorenzo Bernini e come lui cresciuto nella bottega del padre, si mise in luce fin da giovanissimo vincendo premi e partecipando a concorsi nazionali e internazionali, fino ad arrivare agli elogi pubblici e parigini di un certo Auguste Rodin, che qualcosa, in termini di modellato, doveva certamente capire. [1][2] Nato a Napoli nel 1882, figlio di un intagliatore in legno, si trasferisce presto a Roma, dove comincia una carriera fulminea: nel giro di pochi anni passa da giovane promessa a nome fisso in Biennali, esposizioni internazionali e collezioni pubbliche. [1][3]

La sua attività è stata un susseguirsi ininterrotto di successi: commesse – pubbliche e private – esposizioni, biennali, fontane, monumenti, decorazioni per edifici istituzionali sempre più prestigiosi, fino ad arrivare al coronamento dello Stadio Nazionale di Marcello Piacentini con quattro gruppi di atleti in bronzo, davvero formidabili nella loro possente plasticità, anticipatrice di Botero. [1][4] Nel frattempo a Roma modella ritratti ufficiali, monumenti ai Caduti e figure femminili che oscillano tra grazia liberty e solidità classica, conquistando una presenza stabile nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e in altri musei italiani. [1][5]

Nel giugno 1909 fu indetto un concorso pubblico per la decorazione scultorea delle pile e delle testate di un ponte dedicato a Vittorio Emanuele II, a rappresentare “le virtù del re”, che sarebbe stato inaugurato in occasione dell’Esposizione Universale del 1911, anno del cinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. [6][7] Un ponte intitolato al primo Re d’Italia, costruito per una occasione eccezionale di rilevanza mondiale, quindi. Ma la commissione non si fece condizionare dalla giovane età e dalla relativa mancanza di notorietà del giovane autore: tra i vincitori c’è proprio Cataldi, al quale viene affidata una delle quattro Vittorie alate in bronzo. [1][7] Complimenti quindi alla Commissione, per aver individuato un talento di tale portata. E complimenti, naturalmente, al nostro Amleto, che realizzò una Vittoria alata in bronzo – l’unica con le braccia abbassate – tuttora “in situ”, elegante e misurata proprio dove sarebbe stato facile cedere alla retorica a braccia al cielo. [1][7]



Se alla Vittoria sul ponte si affiancano le danzatrici, le bagnanti, le portatrici d’acqua degli anni successivi,

, si capisce quanto il corpo umano sia il vero centro di gravità della sua ricerca: il nudo femminile, in particolare, diventa per lui una palestra di stile dove sperimentare superfici morbide, torsioni misurate, una sensualità mai volgare, figlia tanto del classicismo greco quanto delle eleganze liberty. [1][3]

Sul fronte maschile domina l’atleta: arcieri, pugili, corridori e – soprattutto – i gruppi dello Stadio Nazionale, in cui la massa muscolare si addensa in volumi compatti, quasi “pieni d’aria”, che rendono naturale il parallelo con le forme generose che, molti decenni dopo, vedremo in Botero. [1][4]



Subito dopo questi magnifici lavori, Amleto incontrò la morte in età relativamente giovane (1930) e non sappiamo cos’altro avrebbe potuto produrre; di certo la scultura allora perse un vero maestro, sul quale sarebbe lecito rintracciare qualche notizia in più nei Musei e nelle pubblicazioni di Storia dell’Arte. [1][2] Purtroppo, tranne qualche sporadica eccezione, non è affatto così: tanto famoso in vita quanto oscurato post-mortem. “Colpevole” di aver attraversato splendidamente il periodo liberty, quello ancor più elegante della secessione romana e quello dell’arte di regime; “colpevole” di essere sempre rimasto un artista figurativo, disdegnando astrattismo e avanguardie di qualsiasi colore; “colpevole” – e questo, per certi critici da schieramento, è il vero efferato delitto – di essere stato un vero classicista, focalizzando la sua ricerca sulla bellezza del corpo umano, espressa con grazia femminile o potenza virile. [1][8]

La cosa curiosa è che, mentre i manuali lo snobbano, le sue opere continuano a parlare forte e chiaro nello spazio pubblico: le Vittorie sul ponte Vittorio Emanuele II, i monumenti ai Caduti, le figure femminili nei musei, fino al sorprendente Leonardo fluviale disteso come un dio del fiume su un isolotto della Loira ad Amboise. [1][5] E la galleria fotografica che accompagna queste righe – frutto di anni di sopralluoghi, prospettive cercate, luci colte al volo – permette forse più di qualsiasi pagina di manuale di cogliere la qualità “viva” del suo modellato… fidatevi dei vostri stessi occhi, anche la nostra galleria fotografica parla forte e chiaro.

*(E, dettaglio non irrilevante, molte piccole opere di Cataldi continuano a vivere anche in collezioni private di intenditori appassionati: un modo silenzioso ma tenace di tenerlo in circolazione, fuori dagli archivi e dentro le case.)*

***

## Integrated English version

Legend has it that some great artists, throughout their tormented lives devoted to the obsessive pursuit of an ideal expression, stubbornly refused to follow fashions or bow to the whims of wealthy patrons, remaining loyal to their inner vision. True enough, but this is definitely not the case of Amleto Cataldi. Nor does his story resemble the romantic myth of painters like Van Gogh, ignored in their lifetime and then posthumously rediscovered, reassessed and finally idolised by critics and the public.

Amleto Cataldi, instead, much like his illustrious predecessor Gianlorenzo Bernini – and likewise trained in his father’s workshop – came to prominence at a very young age, winning prizes and entering national and international competitions, all the way to public praise in Paris from none other than Auguste Rodin, who certainly knew a thing or two about modelling. [1][2] Born in Naples in 1882, the son of a wood carver, he moved early to Rome, where his career took off at remarkable speed: within a few years he went from promising youngster to a familiar name at Biennali, international exhibitions and public collections. [1][3]

His activity was an uninterrupted sequence of successes: public and private commissions, exhibitions, biennials, fountains, monuments, decorative programs for increasingly prestigious institutional buildings, culminating in the great bronze athletic groups for Marcello Piacentini’s Stadio Nazionale. [1][4] In Rome he produced official portraits, war memorials and female figures that oscillate between liberty grace and classical solidity, securing a stable presence in the Galleria Nazionale d’Arte Moderna and other Italian museums. [1][5]

In June 1909 a public competition was launched for the sculptural decoration of the piers and ends of a new bridge dedicated to Vittorio Emanuele II, meant to represent “the king’s virtues” and to be inaugurated during the 1911 International Exposition, celebrating the fiftieth anniversary of Italian unification. [6][7] A bridge dedicated to the first King of Italy, built for a world‑class occasion: the perfect setting for pomp and rhetoric. Yet the jury did not let itself be intimidated by Cataldi’s youth and relatively limited fame, and awarded him one of the four bronze Winged Victories. [1][7] The result is that, still today, his Victory – the only one with lowered arms – stands “in situ” on Ponte Vittorio Emanuele II in Rome, a model of poised elegance where it would have been easy to fall into overblown triumphalism. [1][7]

If we place these Victories alongside his dancers, bathers and water carriers, it becomes clear that the human body is the true centre of gravity of his research: the female nude, in particular, is his favourite field of experimentation, where he refines soft surfaces, controlled torsions and a sensuality that is never vulgar, rooted both in Greek classicism and in liberty refinement. [1][3] On the male side, the athlete dominates: archers, boxers, runners and, above all, the groups for the Stadio Nazionale, where muscular mass condenses into compact, almost air‑filled volumes that make the comparison with later “full‑bodied” sculptural languages – such as Botero’s – feel surprisingly natural. [1][4]

Soon after these magnificent works, Cataldi’s life came to an end in Rome in 1930, at a relatively young age, and we can only imagine what further developments his art might have taken. [1][2] What is certain is that sculpture lost a true master, one who would fully deserve a more visible place in museums and art‑history textbooks. Unfortunately, with a few sporadic exceptions, this is not the case: hugely celebrated during his lifetime, he was largely overshadowed after his death – “guilty” of having brilliantly crossed the seasons of liberty, the Roman Secession and the art of the Fascist period; “guilty” of remaining obstinately figurative, ignoring abstraction and the avant‑gardes of any persuasion; “guilty”, above all, of being a genuine classicist, focusing his research on the beauty of the human body, whether in feminine grace or virile strength. [1][8]

The paradox is that, while handbooks tend to ignore him, his works keep speaking loudly in public space: the Victories on Ponte Vittorio Emanuele II, the war memorials, the female figures in museums, and even the surprising “fluvial Leonardo” reclining like a river god on a small island in the Loire at Amboise. [1][5] And the photographic gallery accompanying this text – the result of years of on‑site explorations, carefully chosen viewpoints and patiently captured light – probably does more than any textbook to convey the living quality of his modelling… so trust your own eyes, the images tell the story with great clarity.

*(And, not least, some of small works by Cataldi continue to live on in devoted private collections as well – a quiet but stubborn way of keeping him in circulation, not just in archives but in everyday rooms and lives.)*

Citazioni:
[1] Amleto Cataldi – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Amleto_Cataldi
[2] CATALDI, Amleto – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/amleto-cataldi_(Dizionario-Biografico)/
[3] Cataldi Amleto – Dizionario d’Arte Sartori https://dizionariodartesartori.it/artisti/castaldi-amleto
[4] Amleto Cataldi » Acquisto Arte https://www.acquistoarte.it/artista/amleto-cataldi/
[5] Monumento ai caduti – L’artista Amleto Cataldi http://icr.beniculturali.it/pagina.cfm?usz=1&uid=854&umn=851
[6] Vittorio Emanuele II Bridge: History and Architecture https://www.archeoroma.org/sites/vittorio-emanuele-ii-bridge/
[7] Ponte Vittorio Emanuele II https://turismoroma.it/de/node/1497
[8] Amleto Cataldi scultore nel “ventennio” – UNOeTRE.it https://www.unoetre.it/2024/07/11/amleto-cataldi-scultore-nel-ventennio/

(cliccare sulle immagini per vederle per intero ed ingrandite)

Aggiornamento (gennaio 2024)

I nostri accorati appelli sul recupero della figura di Cataldi sembrano non essere caduti nel nulla: il 23 ottobre 2023 si è svolta una giornata di studi “Cataldi classico alla Sapienza”. Di seguito i video documentari

…e un “bonus” :

Aggiornamento (11 gennaio 2024)

Potrebbero interessarti anche...

Verificato da MonsterInsights