Leonardo’s Rulers, CAD, Score: come giocare con i “Codici da Vinci” – quelli veri. I numeri che costruiscono gli spazi di Annunciazione, Adorazione, Cenacolo.

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Ci sono ricerche che chiedono di essere lette. E altre che, prima ancora, chiedono di essere smontate e rimontate, per essere comprese.


Da questa seconda esigenza nasce un piccolo gioco interattivo collegato a Leonardo’s Spatial Grammar, il progetto accademico che raccoglie tre ricerche — Leonardo’s Rulers, Leonardo’s CAD e Leonardo’s Score — dedicate alla possibile struttura metrica e geometrica di alcuni spazi dipinti da Leonardo da Vinci. Il corpus documentario completo e gli abstract metodologici sono pubblicati, continuamente aggiornati e liberamente scaricabili su Zenodo e Academia.edu. Il gioco ne è invece l’approccio interattivo.


Ma perché chiamarlo proprio “un gioco”?


Il termine va inteso nella sua accezione didattica, di ispirazione Montessoriana. Perché l’utente può toccare, spostare, confrontare, smontare e rimontare. Non deve necessariamente conoscere la storia della prospettiva, né accettare preventivamente un’interpretazione. Può semplicemente provare a fare “quadrare i conti”, o meglio trasformare gli archi, o avvicinare e allontanare i piani in prospettiva.
E qui sta, forse, la parte più interessante dell’esperimento. Il gioco è semplice. Rigorosamente semplice. Non utilizza formule complicate, algoritmi misteriosi o sofisticati sistemi di proporzione. Utilizza numeri elementari, rapporti semplici e geometrie elementari: quadrati, rettangoli, archi, diagonali, moduli, ripetizioni. In altre parole, utilizza proprio i numeri elementari e quel genere di strumenti che la ricerca citata rileva e riconosce nelle opere di Leonardo. Gli strumenti sono già tutti incorporati nelle opere, sufficienti a ricostruire gli spazi, senza dover ricorrere ad ipotesi esterne.. Il punto di partenza non è infatti una griglia teorica sovrapposta alle immagini dall’esterno. È ciò che Leonardo ha lasciato direttamente in vista. Bugne, mattonelle, arcate, scale, arazzi, cassettoni, travi e nervature: elementi che normalmente possiamo leggere come componenti architettoniche o decorative, ma che possono anche essere considerati strumenti metrici per la costruzione degli spazi rappresentati, incorporati nell’immagine, e lasciati in bella vista.

Il gioco parte da lì.


Leonardo left the tools in plain sight.
The game simply lets you use them.



Non è una metafora particolarmente sofisticata. Ed è proprio questo il suo pregio. Se una mattonella ha una certa dimensione e viene riproposta su più piani prospettici, la si può usare come modulo. Se una parete o un soffitto sono scanditi secondo una determinata successione, si possono verificare. Se un rapporto geometrico produce un’arcata a tutto sesto e un altro no, la differenza può essere osservata direttamente. O dimostrata attraverso formule matematiche.


Non occorre crederci.


Si può provare: Gioca ora con Leonardo’s Spatial Grammar

https://leonardo-s-spatial-grammar.grok.me


Una specie di Montessori digitale


C’è, in questo approccio, qualcosa di profondamente montessoriano: il materiale non viene presentato come una spiegazione già conclusa, ma come qualcosa da manipolare. Tocca. Smonta. Rimonta. Guarda cosa succede. La differenza è che qui il materiale sensoriale è costituito dalla geometria.
E proprio perché la geometria è elementare, il gioco può permettersi di essere rigoroso. Un rapporto 4:3 non diventa più vero perché viene presentato con una bella grafica; resta 4:3. Una diagonale resta una diagonale. Un modulo può funzionare oppure non funzionare. La semplicità, quindi, non è una concessione divulgativa. È una condizione di partenza (quella di Leonardo) e controllabilità (nostra). Più l’operazione è semplice, più è facile che chiunque possa ripeterla e verificare il risultato.

Buon divertimento!

Giancarlo De Leo

4 ottobre 2026.

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