I “Codici da Vinci”, quelli veri: come ricostruire gli spazi dipinti di Leonardo – Annunciazione, Adorazione dei Magi, Cenacolo

Gli studi del ricercatore indipendente Giancarlo De Leo, disponibili sulla piattaforma open-access Zenodo e approfonditi nel 2026, introducono agli studi Vinciani un approccio radicalmente innovativo, basandosi solo su evidenze oggettive, misurabili e rigorose dimostrazioni matematiche.
Denominato “Leonardo’s Spatial Grammar”, e composto da tre saggi distinti ma complementari: Leonardo’s Rulers, Leonardo’s CAD e Leonardo’s Score, indaga esclusivamente sugli spazi prospettici rappresentati in tre diverse e celeberrime opere di Leonardo da Vinci:
Annunciazione (Rulers), Adorazione dei Magi (CAD, con particolare riferimento al disegno preparatorio Uffizi 436E), Cenacolo (Score).
Gli studi accademici sono disponibili qui:
https://zenodo.org/records/22842766
È stata creata anche una App di supporto ai calcoli matematici:
https://leonardo-s-spatial-grammar.grok.me
De Leo applica all’arte il metodo del CAD Reverse-Engineering (retro-ingegneria assistita dal computer). Decostruisce, a mezzo di dimostrazioni matematiche dirette e inverse, l’idea che Leonardo applicasse in modo standardizzato la classica prospettiva lineare albertiana a base quadrata, dimostrando invece l’esistenza, in ogni opera, di un sistema metrico-modulare geometrico, personalizzato, rigoroso e oggettivamente “falsificabile”, per rappresentare gli spazi dipinti.
La nicchia entro la quale è collocata, con estrema precisione metrica, la figura di Maria nella Annunciazione;
La successione ritmica di scale, pilastri e arcate nel foglio preparatorio della Adorazione dei Magi;
La sala del Cenacolo, le cui proporzioni si rivelano essere governate da semplici accordi ritmici armonizzati tra pareti e soffitto.
Approfondimenti:
1. L’Annunciazione (Leonardo’s Rulers / La Geometria Inserita)
Focus: Lo studio evidenzia i cosiddetti “regoli operativi”, ovvero linee rette apparentemente estranee che fungono da tracciati regolatori. Leonardo evolve da una misurazione monodirezionale dello spazio verso un’architettura misurabile nelle tre dimensioni. Nella Annunciazione l’unità di misura sono le bugne, quadrate e rettangolari (doppio quadrato), che si presentano sulle pareti dell’edificio sulla destra, in vari piani di profondità, permettendo di ricostruire la planimetria dello spazio che accoglie la Vergine e di misurare la quota dell’orizzonte. I rapporti risultanti sono molto semplici: 3:9 (o1:3) (parte rappresentata della nicchia) e 3:15 (1:5) (nicchia completa). Altezza 3, punto di distanza 3.

2. L’Adorazione dei Magi (La Griglia Modulare e Compositiva)
Focus: L’analisi millimetrica al CAD rivela la complessità costruttiva della famosa griglia prospettica.
Teoria: De Leo rigetta la deformazione delle arcate nelle restituzioni basate sulla canonica griglia albertiana a base quadrata. Leonardo preferisce adottare un sistema personalizzato basato su rettangoli 4:3. Le ricostruzioni dirette e inverse che utilizzano questo rapporto sono le uniche che riportano effettivamente le arcate a tutto sesto; La griglia composta da quadrati produce archi ribassati mentre le griglie costruite su rettangoli 3:2, sezione aurea e 2:1 producono archi rialzati.

3. L’Ultima Cena (La Stereometria Platonica)
Focus: La ricostruzione dello spazio del refettorio di Santa Maria delle Grazie.
Teoria: Lo studio dimostra che lo spazio immaginato da Leonardo è un prisma geometrico quasi platonico (anticipando i solidi che disegnerà per Luca Pacioli) perfettamente innestato nell’architettura reale. La verifica al CAD rivela che l’inquadratura visibile risponde a un doppio quadrato in rapporto 2:1 e che i due registri (frontale e prospettico) si allacciano armonicamente attraverso un unico segno diagonale, escludendo deformazioni prospettiche grossolane proposte precedentemente.

L’aspetto più rilevante delle ricerche di De Leo, è l’unione tra il rigore matematico del software e il “banale aristotelico” (evidenze geometriche oggettive), offrendo agli storici dell’arte una chiave di lettura meramente tecnica che permette di verificare scientificamente le intenzioni matematiche di Leonardo.
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Sintesi del Metodo
La ricerca di De Leo esclude categoricamente le interpretazioni esoteriche o simboliche non verificabili. Dimostra invece che Leonardo non disegnava una “scacchiera” di base per poi correggerla a occhio, ma integrava rapporti e progressioni matematici e metrici direttamente negli elementi architettonici del dipinto per generare ritmi e tridimensionalità.
Redazione Fuori











